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Associazione Stampa Parlamentare
Venerdì 16 Settembre 2016

IN RICORDO DI CIAMPI: I 'VENTAGLI' ASP AL PRESIDENTE.

 

 

 

           29-07-1999 INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE STAMPA PARLAMENTARE E CON UNA DELEGAZIONE DEL SODALIZIO PER LA CONSEGNA DEL "VENTAGLIO" .

 

        INCONTRO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO AZEGLIO CIAMPI CON IL DOTTOR ENZO JACOPINO, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE STAMPA PARLAMENTARE E CON UNA DELEGAZIONE DEL SODALIZIO Palazzo del Quirinale, 29 luglio 1999

 

 

        Presidente, cari amici, La ringrazio per quanto Ella ha detto, La ringrazio per questo "ventaglio", il mio primo "ventaglio" che, naturalmente, accetto con grande gioia e con quello spirito di amicizia e di collaborazione alla quale Lei ha fatto cenno. Il mio ringraziamento per l'occasione di oggi si estende a quelli che sono stati i nostri rapporti di questo primo periodo della mia attività. Debbo ringraziarvi perché siete stati capaci - questo è un riconoscimento della vostra professionalità - di capirmi perché non è facile capire una persona nuova nelle funzioni di Presidente della Repubblica. Mi avete seguito nella mia attività e avete riferito all'opinione pubblica, commentando quello che stavo facendo, interpretando correttamente quello che volevo esprimere. Di questo vi sono estremamente grato, perché è di fondamentale importanza quest'azione di collegamento che la stampa svolge fra le Istituzioni e i cittadini. Oggi, non voglio fare un bilancio. Il bilancio si fa quando si hanno alle spalle almeno i primi cento giorni: io ne ho solamente una settantina e, quindi, sarebbe fuor di luogo. Ma, certo, vorrei esprimervi alcune impressioni che ho ricavato in questi primi giorni di Presidenza della Repubblica che sono stati intensi e significativi. Intensi perché ho avuto modo di avvicinare moltissime persone, non solo qui al Quirinale negli incontri che ho avuto con i rappresentanti di tutte le forze politiche e che, ora, sto esaurendo con tutti gli esponenti della società civile e economica, ma anche negli incontri che ho avuto in Italia, nelle visite che ho fatto in alcune regioni, la Puglia, il Veneto, la Toscana della mia città natale, il Piemonte a Torino e poi all'estero. Qui, gli incontri, sono stati particolarmente significativi. Essere andato in Albania il giorno dopo l'annuncio della fine del conflitto è stato particolarmente importante. E, ugualmente, andare in Germania, con una visita a Berlino, di nuovo capitale della Repubblica Federale Tedesca con il nuovo Presidente, appena eletto, di quella Repubblica e poi a Bonn con il Cancelliere, a Francoforte con la Banca Centrale Europea. Tra le impressioni che ho avuto in questi incontri per me, la più importante è stata vedere che gli italiani sono orgogliosi di essere italiani. Questo è il fatto fondamentale: l'orgoglio del cittadino italiano, di far parte del nostro Paese, che è diventato più forte, io credo, dopo l'ingresso dell'Italia nell'Euro. Questa consapevolezza si è accresciuta e l'unità del Paese ne ha tratto un forte e sensibile rafforzamento. Ripeto è un primo fatto di straordinaria importanza che ho notato negli incontri al nord e al sud e anche, per esempio, con la comunità italiana in Germania, che si sente più apprezzata e valorizzata dall'essere parte di un Paese che è integrato nell'Europa. Sento che quando agli Italiani ci si rivolge proprio chiamandoli italiani, richiamandoli al concetto di Patria, di unità del Paese nelle diversità nelle realtà locali, si avverte una risposta in positivo, si crea un clima immediato di collegamento. Il secondo fatto importante, all'estero, è il riconoscimento dell'importanza dell'Italia. Questo, in Germania, è stato chiarissimo in tutti i miei incontri: l'ingresso in Europa ha rafforzato la posizione italiana. Per quanto riguarda il nostro Paese, da questi incontri con esponenti della società e dell'economia italiana, ho ricavato un'altra impressione che già avevo avuta quando ero Ministro del Tesoro e giravo il Mezzogiorno: pochi lamenti, non ci si lamenta! Si fanno proposte e, quello che è interessante, è che, i singoli esponenti di un settore, sono fiduciosi e ottimisti per il loro settore. Le preoccupazioni riguardano l'insieme, il sistema nel suo complesso. Sentire, per esempio, dagli esponenti dell'agricoltura che l'agricoltura italiana è diventata la prima in Europa - e difatti è il Paese che ha il maggiore valore aggiunto in agricoltura, prima non era così - o dagli esponenti della piccola e media industria e dell'artigianato che il loro settore è vitale - è un fatto statisticamente accertato e ogni anno sono più le imprese che nascono di quelle che muoiono - ispira fiducia. Tutto questo avviene non solamente nel centro e nel nord Italia, ma anche, in alcune aree nel Mezzogiorno. Questo, è un fatto importante. Ad esempio, sentire un piccolo imprenditore che lavora soprattutto per l'estero dire: "Giro all'estero dall'Asia al Sud America; io stesso ho qualche attività in alcuni di questi Paesi, però, Le dico che come lavorano gli Italiani, come lavorano i dipendenti italiani non c'è l'eguale. Sarà pur vero che in altri Paesi mi costa di meno la mano d'opera, però non mi rende come la mano d'opera italiana; non mi risponde con quella prontezza, con quella intelligenza con la quale mi risponde la mano d'opera italiana". Ecco, questi sono i fatti che trovo positivi e che però mettono in evidenza ancora delle preoccupazioni, dei dubbi quando si pensa al complesso della nostra economia. Allora questo è il punto che bisogna affrontare, su cui dobbiamo sbloccarci. E ci si sblocca procedendo su quei due binari sui quali io insisto da quando sono Presidente della Repubblica: rafforzare la stabilità di governo a tutti i livelli, Comune, Provincia, Regione e Stato, e rafforzare la stabilità economica. Queste sono due linee lungo le quali stiamo già procedendo e vediamo tutti i giorni qualche passo in avanti. E' consolante che anche nelle forze politiche vi sia la consapevolezza dell'importanza di tutto questo. Quindi si tratta di tradurre in atti, in rafforzamento delle istituzioni, questi convincimenti che sono a tutti comuni. Sono queste le impressioni che traggo da questi primi settanta giorni di Presidenza. Il Paese sa che l'ingresso in Europa lo porta a dover essere più decisamente competitivo e avverte l'importanza di una doppia competitività, dell'Italia in Europa e dell'Italia come parte dell'Europa nei confronti del resto del mondo. Vedete con quanta attenzione sono state seguite le vicende della nuova moneta. Un'attenzione che va al di là dell'importanza delle oscillazioni giornaliere, nella consapevolezza dell'importanza che ormai ha la moneta unica, come moneta di tutti gli europei e quindi anche nostra. E' importante che l'Italia riesca ad essere competitiva nel continente europeo e questo convincimento è diffuso. Ripeto, c'è fiducia quando parlo con le persone dei loro problemi, del loro settore. Allora, emerge la consapevolezza che in quel settore certamente non siamo nella retroguardia dell'Europa. Dobbiamo riuscire a far sì che questa fiducia, dovrei chiamarla singola, di settore, si traduca in una fiducia di sistema. Questo è il lavoro che dobbiamo fare. Su questo voi certamente potete svolgere una grande opera, sia attraverso l'informazione, sia attraverso la consapevolezza che il sistema Italia funziona, che ha sì problemi, ma problemi superabili che possiamo affrontare, che alla base di tutto, vi è la stabilità di governo. Perché c'è bisogno da parte di chi governa, a tutti i livelli, di sapere che avrà a disposizione un periodo di tempo ben determinato e relativamente lungo quanto è lunga la legislatura. C'è bisogno, da parte del cittadino, di sapere che il governo è un interlocutore che dura e può svolgere, con determinazione, un programma di governo. Questo, ripeto, a tutti i livelli. Con questi sentimenti di fiducia vi saluto. Nel Paese non c'è più un atteggiamento lamentoso. Anche nel Mezzogiorno non si chiede, si propone, si cerca di avere un aiuto nel realizzare progetti. Non più assistenza; questa, direi, è una fase superata. D'altra parte, risultati ne abbiamo. Anche per l'occupazione, di cui Lei giustamente parlava. In Italia stiamo inserendo quella maggiore flessibilità da tutti invocata. I risultati già si avvertono: nel giro di un anno i dati sull'occupazione sono sensibilmente migliorati. Non quelli della disoccupazione, perché è aumentato anche il numero delle forze di lavoro, sia per l'immigrazione sia perché c'è una crescente quota, soprattutto nel settore femminile, di persone che entrano nel mercato del lavoro. Quindi, è in atto una tendenza a migliorare l'occupazione. Abbiamo una stabilità economica, assicurata dalla stabilità dei prezzi. Abbiamo conti pubblici che sono sostanzialmente in ordine, non più nella condizione drammatica di tre, quattro anni fa. Tutto questo ci deve dare conforto: il cammino verso la stabilità economica e politica sta andando avanti. Auguri a tutti di buone ferie e grazie per il vostro lavoro.

 

 

22-07-2005

Incontro del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con il Presidente Enzo Iacopino e il

Consiglio Direttivo dell'Associazione Stampa Parlamentare per la tradizionale

consegna del "Ventaglio"

 

 

INCONTRO DEL  PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  CARLO AZEGLIO CIAMPI

CON IL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE STAMPA PARLAMENTARE ENZO IACOPINO

E CON I COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

PER LA TRADIZIONALE CONSEGNA DEL "VENTAGLIO"

 

 

Palazzo del Quirinale, 22 luglio 2005

 

 

Cari amici,

sento di poter, di dover chiamarvi così dopo oltre sei anni di lavoro comune al servizio della verità,

al servizio dell'interesse nazionale. Questo modo di vivere la propria professione, il proprio lavoro,

è stata la mia stella polare al Quirinale, "la casa di tutti gli italiani". Avete raccontato con libertà di

giudizio, di informazione, ma anche con la responsabilità di chi scrive su temi che investono la vita

della comunità nazionale, della Patria, come abbiamo tutti imparato a chiamare, nuovamente, la

nostra amata Italia. E pronunciando la parola "Patria" non posso fare a meno di ricordarne anche il

simbolo fondamentale della sua unità: quel Tricolore che è nella nostra Costituzione all'articolo 12,

l'ultimo articolo dei principi fondamentali della Costituzione, e che recita: la Bandiera della

Repubblica italiana è il Tricolore: verde, bianco, rosso.

Per queste ragioni il vostro Ventaglio, l'ultimo che ricevo, non solo è particolarmente gradito, ma lo

conserverò con una speciale attenzione.

Alla vigilia delle vacanze, questo incontro è l'occasione per fare gli auguri a tutti per un meritato

periodo di riposo, dedicato alla famiglia, agli amici, allo svago: ed un po' anche a una più distesa

riflessione. E al di là dei temi individuali, ve ne è materia in campo sia internazionale sia interno. Il

mondo in cui viviamo non consente isolamento, chiusura. L'apertura e la conoscenza internazionali

sono una necessità primaria del sistema politico, economico e sociale di ogni Nazione. La sfida del

terrorismo internazionale, il superamento del divario Nord-Sud, il governo della globalizzazione, il

progresso della comunità internazionale sulla base di regole da tutti condivise investono

direttamente il nostro futuro di comunità nazionale e di singoli cittadini.

Il terrorismo ha colpito e sta colpendo ripetutamente, ancora ieri, su molteplici fronti. Nel mentre

dobbiamo perseguire, con convinzione e con tenacia, sia il dialogo fra culture e civiltà, sia la

pacificazione laddove siano in atto conflitti, dobbiamo, al nostro interno, porre il massimo

impegno nella prevenzione, sostenendo l'opera delle nostre Forze dell'ordine e della sicurezza, che

i provvedimenti del Governo in corso di approvazione si propongono di rendere più incisiva ed

efficace.

Oggi l'Europa attraversa una fase difficile. Sappiamo però che il progetto politico dell'integrazione

è irrinunciabile: da esso dipende il futuro di tutte le Nazioni europee, delle nuove generazioni.

La momentanea battuta d'arresto nel processo di ratifica del Trattato costituzionale va vissuta come

un'operosa pausa di riflessione. Importanti segnali positivi incoraggiano a rinnovare gli sforzi per

uscire dallo stallo: 13 Paesi hanno già ratificato il Trattato; nel corso dei prossimi mesi è lecito

attendersi che se ne aggiungano altri, costituendo così un solido fondamento per la ripresa della

costruzione europea. Vi sono, nel frattempo, delle necessità immediate cui far fronte attraverso

l'impulso congiunto dei governi e delle istituzioni europee. In questa ottica, una collaborazione più

efficace tra il Consiglio e la Commissione deve poter produrre risultati tangibili: dalla ripresa della

crescita e della competitività economica, alla realizzazione delle reti infrastrutturali, al rilancio dei

grandi progetti comuni.

Se per finanziarli non bastano il bilancio comunitario e quelli degli Stati, si deve pensare a nuovi

strumenti finanziari comunitari. I giovani amano muoversi per l'Europa: occorre facilitare questa

loro inclinazione, favorendo forme di condivisione di una esperienza di vita al servizio della

comunità; sarà una educazione comune al senso di responsabilità. Tre anni fa, in occasione del 2

giugno, parlai di un servizio civile europeo. Bisogna pensare a qualcosa di simile. C'è un bisogno

culturale sempre più avvertito tra i cittadini europei: la difesa delle specificità delle nostre

tradizioni e della nostra cultura è largamente sentita e condivisa. Il settore della cultura è per

eccellenza quello nel quale l'Europa è realtà, da secoli.

In questi giorni è in corso a New York un negoziato importantissimo per l'Italia e per l'Europa:

quello per la riforma delle Nazioni Unite. Mi sono personalmente impegnato, sostenendo gli sforzi

del Governo e della diplomazia italiani, affinché il nuovo assetto dell'ONU venga definito tenendo

conto delle legittime aspettative dell'Italia, della necessità di una presenza europea unitaria,

dell'esigenza che le Nazioni Unite siano in grado di far fronte ai propri compiti sulla base di una

adeguata rappresentatività, evitando così di creare nuove contrapposizioni.

Vengo, infine, ai problemi più specificatamente interni.

Abbiamo davanti a noi scadenze di grande importanza. In particolare, la primavera prossima

dovranno svolgersi le elezioni politiche. Se si tiene conto degli adempimenti connessi con l'inizio

della nuova legislatura e con l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica, il lasso di tempo

intercorrente tra il giorno delle elezioni politiche e quello della fiducia al nuovo Governo può

valutarsi - sulla base dei termini costituzionali e dei precedenti - in circa due mesi, due mesi e

mezzo. Non dimentichiamo che poi il nuovo Governo sarà tenuto ad adempiere agli impegni presi

con l'Ecofin per il rientro dei nostri conti pubblici nei parametri concordati, entro il 2007: sarà

quindi particolarmente impegnativa la preparazione del Documento di Programmazione

Economico-Finanziaria da sottoporre, per l'approvazione, al Parlamento prima delle ferie estive del

prossimo anno.

E' interesse di tutte le forze politiche avere presenti queste scadenze.

 

 

 

 

 

 


titolo: IN RICORDO DI CIAMPI: I 'VENTAGLI' ASP AL PRESIDENTE.
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